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Ciao Barbara

  • 21 mar 2023
  • Tempo di lettura: 1 min

La prima volta che incontrai Barbara fu in un paesino carinziano di nome Ebenthal in prossimità di Klagenfurt. La mia collaborazione per alcune riviste di arte contemporanea mi avevano fatto conoscere vari artisti; e quello era il nostro primo incontro per una possibile pubblicazione per un giornale di FIrenze.

Barbara aveva preso un intero locale per permettermi di vedere i suoi famosi fregi pittorici redati con una tecnica tanto interessante quanto ardua, l'acquerello.

Capii immediatamente che la persona che avevo davanti meritava l'articolo ed ero intenzionato a scoprire di più della sua arte. Da quel momento iniziò un sodalizio culturale che culminò nella pubblicazione del libro Galleria BHMP. Le sue opere fortemente impegnate a stabilire la giusta posizione della donna nella società moderna la resero famosa anche in Italia, tanto che nella Biennale 2017 possiamo intravedere nette citazioni.

In una anteprima delle sue opere, osservando il suo personale alfabeto simbolico, mi venne in mente la definizione di "Brigola code". Qualche mese dopo, a sorpresa, Barbara mi chiamo ad una sua personale che si teneva nel sud dell'Austria e che aveva battezzato proprio BRIGOLA CODE, rendendomi omaggio.

Lei era così, schietta decisa e seriamente impegnata in tutto ciò che faceva; ed è esattamente in questo modo che voglio ricordarla oggi che ci ha lasciati.

Mi mancherai e mancherai ai cultori della tua arte e delle tua tecnica sopraffina. Mi stringo forte al marito Hermann persona di rara sensibilità e di grande intelligenza e di fortissima simpatia.

Un grande abbraccio amica mia

Sergio Pesce

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