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Intervista presso Radio SFBZ

  • 21 mar 2016
  • Tempo di lettura: 5 min

Il libro che vi segnalo oggi aiuta ad avvicinarsi al mondo dell'arte e in particolare a quella dei nostri giorni. Spesso l'arte contemporanea risulta incomprensibile al grande pubblico. Il libro vuole alleviare questa difficoltà attraverso la metodologia. Scritto, come sottolinea l'autore nella prefazione, “per rendere più facile la comprensione dell'arte contemporanea”. Infatti nei primi capitoli offre un metodo per leggere e comprendere un'opera d'arte, basandosi su alcuni principi di fondo esemplificati da opere anche del passato. Nei capitoli successivi fa alcuni esempi di lettura prendendo in esame i dipinti di quattro artisti contemporanei. L'autore è lo storico e critico d'arte Sergio Pesce collegato con noi.


Galleria BHMP: perché questo titolo?

Ammetto di aver riflettuto molto sul titolo di un un libro come questo, che accoglie artisti provenienti da diversi stati europei. Così ne ho scelto uno che rimanda a due realtà legate. Galleria, perché è il luogo dove si possono ammirare le opere d'arte ed eventualmente comprarle. BHMP richiama invece le iniziali dei cognomi, in ordine alfabetico, degli artisti inseriti nel libro e sono: Barbara Brigola, Irmgard Hummitzsch, MvMarcus, Andrea Perissinotto.


Come vediamo nella sua Galleria vi sono due uomini e due donne: anche le donne nell'arte?

Si, assolutamente si. Diciamo che nell'operazione di selezione che ho compiuto per decidere gli artisti, mi sono occupato della qualità delle opere e della fortuna critica. In effetti si è creato, come lei ha sottolineato, un equilibrio di genere anche se non voluto. Le donne, esattamente come gli uomini sanno elaborare le peculiarità della visione artistica che è insita in tutto il genere umano.

Ricordiamo Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera, Emma Ciardi, più di recente Barbara Kruger, Chiharu Shiota e naturalmente Brigola e Hummitzsch.


Con quali criteri ha scelto gli artisti della sua Galleria?

Ho deciso in base: al rapporto degli stessi con la tradizione artistica, un punto molto importante, alla capacità di comunicare l'intenzione del loro lavoro attraverso la tecnica e alle mostre che ho potuto vedere, quindi alla loro fortuna critica.

Vede, l'arte nasce all'interno di se stessa, e permette agli artisti di subentrare ai loro predecessori, introducendo variazioni che sono dipese dalle loro volontà. Indagando le loro volontà li ho trovati interessanti.

Più specificatamente diciamo che ho scelto:

Brigola perché racconta la storia attraverso la poesia delle forme trasformando il soggetto in mito; Hummitzsch perché crea opere astratte basate sulla razionalità del suo lavoro certosino; MvMarcus per la materialità artigianale delle sue composizioni, che siano astratte o legate a riletture del nuovo realismo ed infine Perissinotto perché utilizza gli strumenti, anche iconografici, della comunicazione di massa per capovolgerne i significati, escludendo la banalità


Come rispondere a chi sostiene che l'arte contemporanea è difficile, incomprensibile e non all'altezza della produzione artistica dei secoli scorsi?Sono osservazioni che si sentono spesso. Penso che l'arte contemporanea esattamente come tutte le altre materie va studiata, anche dall'appassionato d'arte se è veramente tale. In questo modo si potrà eventualmente sostituire il termine difficile con quello più consono di complesso.

Spesso quando si considera l'arte contemporanea difficile lo si fa con la falsa certezza che quella rinascimentale, per fare un esempio, sia semplice, ma se si vuole analizzare l'aspetto iconografico e iconologico scopriamo che non lo è, perché dobbiamo recuperare le intenzioni artistiche di circa 500 anni fa. Ecco dunque perché dico che la soluzione si trova nello studio metodologico, eliminando i termini facile e difficile.

Purtroppo in questo campo esiste, in effetti, una certa improvvisazione critica, legata ad una serie di pregiudizi secondo i quali si giudica un'opera basandosi più su quello che sappiamo a priori, sull'oggetto ritratto, che su quello che vediamo sulla tela. In questo modo si spezza ogni relazione voluta dall'artista con il pubblico, eliminando il suo punto di vista concettuale. Quindi non lo si comprende perché non si usano le corrette metodologie di ricerca.


Ci aiuta a capire quali sono le giuste metodologie? Come si legge un'opera d'arte?

Il primo passo dovrà avvenire attraverso il nostro avvicinamento all'opera attraverso il piacere che potremmo considerare di tipo sensoriale. Fattore che andrà considerato come punto di partenza e non certo di arrivo. Successivamente si dovrà considerare l'opera come una soluzione o risposta ad una serie di quesiti scelti dal committente oppure dall'artista stesso, quindi il programma, lo stile che suppone la nostra conoscenza della storia dell'arte. Devo anche sottolineare come comprendere le intenzioni dell'artista non significa ammettere che l'opera sia interessante. Non tutto ciò che si comprende è arte, può essere frutto di una mente creativa e non artistica, come avviene ad esempio nel campo della pubblicità. Lo stesso Jeff Koons è più un creativo che un artista.

L'importante è che nel lavoro critico non ci sia il pregiudizio che distrugge ogni costruzione metodologicamente obiettiva.


Potrebbe chiarire il termine pregiudizio?

Esso nasce da una conoscenza a priori che abbiamo sulla materia. Prendiamo ad esempio il famoso violino ritratto da Picasso. Osservandolo ci accorgiamo che esso è quanto più distante dalla verosimiglianza. Se noi partiamo dalla nostra conoscenza morfologica, a priori, dello strumento musicale cadiamo nella scelta di declassare l'opera perché distante appunto dalla verosimiglianza. In questo caso cadiamo nel pregiudizio senza comprendere le vere intenzioni dell'artista che voleva una nostra intromissione nell'analisi dell'oggetto ritratto, vero soggetto delle sue ricerche. In sostanza ci si allontana dall'opera perché si è permesso al pregiudizio di ostacolare il piacere della conoscenza, che potrei tradurre come l'analisi dell'intenzione.

Sulle capacità artistiche aggiungerei, per collegarmi alla domanda che mi ha fatto poco fa, che se si dovesse valutare l'abilità tecnica degli artisti moderni o contemporanei, senza dubbio alcuni di loro avrebbero potuto ben figurare in qualsiasi epoca.

Il problema è che senza committenza l'artista è privo di richieste precise, quindi di problemi da risolvere. E' dunque l'artista che decide cosa diventa utile risolvere. Una posizione imposta dalla società, che non chiede a loro quasi più nulla.


Qualche motivo per "visitare " la sua galleria e raccomandarla agli ascoltatori

Ritengo sia interessante visionare le 24 opere dei quattro artisti, oltre alle metodologie di studio espresse nell'introduzione. Lo raccomando agli appassionati e ai collezionisti che possono farsi un'idea precisa anche sul tema del mercato, quindi sul valore economico delle opere. E questo è un fattore di novità all'interno di un libro d'arte.Chiunque decida di leggere il libro vedrà con occhi diversi le mostre che andrà a visitare e capirà che Galleria BHMP non tratta di una mostra già avvenuta, ma di una esposizione che intende manifestarsi ogni qual volta si vorrà aprire il libro. Esiste inoltre la possibilità di contattare gli artisti ed il sottoscritto nella sezione contatti.


La ringrazio per la sua chiarezza e la sua disponibilità e se permette le do appuntamento per il suo prossimo libro.

Abbiamo ascoltato lo storico e critico d'arte Sergio Pesce autore di un libro che ha il merito di sottolineare come per amare è necessario conoscere. Non a caso il suo lavoro si apre con le note parole di Benedetto Croce “Per fortuna non occorrono ardue ricerche per avvedersi che i quadri le poesie e qualsiasi opera d'arte non producono effetto se non su animi preparati”

 
 
 

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