Intervista ad Andrea Perissinotto
- 15 set 2015
- Tempo di lettura: 2 min
Galleria BHMP - Intervista ad Andrea Perissinotto
I motivi che ti hanno convinto a seguire le intenzionalità di Galleria BHMP
Credere in un progetto come Galleria BHMP implica una piena fiducia nei confronti dell’autore ed un coinvolgimento personale verso l’opera. Non si tratta quindi solamente di una importante vetrina per presentare un artista ma piuttosto un confronto costante con l’autore, relativo al proprio percorso creativo ed all’arte in generale. La struttura del libro, con interessanti considerazioni sulla critica d’arte, il mercato e l’evoluzione degli stessi, si converte in un manuale di riferimento per riflettere sui cambiamenti, dettati anche dalla società e dall’eventuale committenza, che influiscono sull’artista nell’arco della sua carriera. In questo senso Galleria BHMP si rivela per me come un’oppurtunità di discussione, di crescita e comprensione del mondo dell'arte e dei suoi protagonisti.
Dove hai conosciuto l'autore?
Ci siamo conosciuti a Venezia, dove frequentavamo il Liceo Artistico. Dopo il diploma Sergio ha continuato i propri studi in Storia dell’Arte ed io ho ampliato la mia formazione artistica in Italia per poi trasferirmi in Spagna, nell’anno 2007. A Madrid ho sviluppando la maggior parte dei progetti presi in analisi nel libro, sui quali abbiamo avuto modo di ragionare assieme ed analizzare le varie opere, strutturando le informazioni necessarie all’autore per la stesura del testo.
Ci puoi spiegare la tua idea di arte?
L'arte è il nostro tempo, il tempo che siamo, quello che vorremmo o che eludiamo. Credo nell’arte come uno strumento di indagine. Una maniera di esplorare i sentimenti e le emozioni, per interrogare, porre quesiti. Per vivere. Nel mio caso ho sempre coniugato il lavoro creativo con altre occupazioni, di natura completamente differente. Compaginare attività diverse si è rivelato nel corso degli anni uno stimolo piuttosto che un deterrente, in quanto ho imparato ad apprezzare delle circostanze apparentemente lontane dall’espressione artistica, convertendole nella tematica portante di alcuni dei miei progetti. Così facendo ho scoperto che alcuni concetti globali nascono da percezioni e considerazioni periferiche e che l’arte è una parte del tutto, un ingranaggio essenziale per capire e capirsi. Un mezzo per aprirsi al pubblico, composto in primis da coloro che ci circondano: i genitori, la famiglia, gli amici, il lavoro. La vita quindi è per me uno spazio sempre nuovo per conoscere e comparare gioie e fallimenti, propositi ed idee in evoluzione e trasformarli nelle mie opere.



















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